Non lo vedrete dalle immagini in questa recensione, perché abbiamo ricevuto la colorazione bianca dello smartphone, ma Nothing Phone (4a) è ora più colorato che mai.
Dopo aver svelato le prime immagini del design sui social media e averlo mostrato ufficialmente al pubblico durante il Mobile World Congress del 2026, abbiamo finalmente avuto modo di provare il nuovo dispositivo dell’azienda londinese in maniera continuativa per più di una settimana.
È importante sottolineare che esiste anche un modello Pro di questa generazione, il quale è però stato mostrato esclusivamente durante l’evento di lancio ufficiale. Al momento dobbiamo ancora provare questa variante superiore, motivo per cui la nostra analisi si concentrerà in maniera esclusiva sul modello base.
L’azienda, con questa generazione di dispositivi, sembra voler continuare la sua missione di rendere la tecnologia più divertente e di ispirare l’espressione personale attraverso prodotti che si distinguono per un’estetica differente.
L’estetica dei dispositivi dell’azienda è sempre stata un elemento di forte discussione e riconoscimento, e questo nuovo modello rappresenta una chiara evoluzione del design trasparente che ha reso celebre il marchio, introducendo per l’occasione nuove varianti cromatiche che includono le colorazioni Pink e Blue assieme alle più classiche White e Black.
Nella parte posteriore del telefono, posizionate in alto, troviamo tre fotocamere incastonate all’interno di un elemento in alluminio a forma di pillola. Il corpo, realizzato in vetro trasparente, è stato progettato per creare un profondo senso di tridimensionalità, mettendo in forte risalto le strutture interne della batteria e la nuova configurazione della Glyph Bar.
Dal punto di vista della resistenza fisica e strutturale, il dispositivo è stato significativamente rinforzato rispetto alla generazione precedente. L’azienda dichiara di aver aumentato la resistenza alla flessione del 34% rispetto al Phone (3a).
Troviamo anche una certificazione IP64 che garantisce la protezione contro l’ingresso di polvere e acqua, mentre la protezione esterna è affidata al vetro Corning Gorilla Glass 7i, una scelta che si traduce in una migliore salvaguardia del display contro graffi e cadute accidentali.
Al contrario del modello top di gamma dello scorso anno, questo Phone (4a) utilizza le stesse cornici plastiche opache dei modelli di fascia media dello scorso anno.
Nothing Phone (4a) si presenta con un’altezza di 163,95 mm, una larghezza di 77,57 mm e uno spessore di 8,55 mm. Il peso si attesta sui 204,5 g, rendendolo un dispositivo che restituisce un feeling solido ma bilanciato.
Nel complesso lo smartphone è molto ben realizzato e piacevole da utilizzare. I bordi piatti non sono taglienti e la leggera sporgenza dedicata alle fotocamere non è mai di intralcio.
Come sui Google Pixel più recenti, la disposizione orizzontale delle fotocamere aiuta il dispositivi a rimanere perfettamente stabile quando appoggiato, sebbene Nothing inviti gli utenti a posizionare il dispositivo a faccia in giù e ad utilizzare le notifiche luminose della Glyph Bar.
Questa nuova iterazione è composta da un rettangolo formato da 63 mini-LED suddivisi in 7 quadrati. La luminosità di questi diodi è stata incrementata fino al 40% rispetto alle versioni precedenti, raggiungendo un picco di 3.500 nit.
L’ingegnerizzazione di questo componente ha permesso di azzerare i bagliori superflui e di eliminare qualsiasi fastidiosa frangia gialla su tutti e tre i livelli di luminosità disponibili.
Un dettaglio interessante, ripreso direttamente dal modello di punta Phone (3) e ispirato alle tradizionali macchine da presa cinematografiche, è la presenza di una luce rossa posizionata sul retro, che si illumina per segnalare in modo inequivocabile quando si sta registrando un video.
L’esperienza visiva è affidata a un pannello frontale che ha ricevuto aggiornamenti sostanziali per garantire una maggiore nitidezza e reattività.
Il display è un’unità AMOLED con tecnologia LTPS da 6,78 pollici di diagonale. La risoluzione è stata portata a 1,5K, corrispondente a 1224 x 2720 pixel, segnando un netto miglioramento rispetto alla risoluzione FullHD del modello precedente.
Questo incremento di pixel si traduce in una densità molto elevata, pari a 440 ppi, garantendo testi estremamente definiti e immagini ricche di dettagli.
Il design della parte frontale presenta bordi più arrotondati e cornici assottigliate, le quali contribuiscono a raggiungere un eccellente rapporto schermo/superficie del 91,3%.
Il pannello supporta una profondità di colore a 10 bit, permettendo la visualizzazione di oltre 1 miliardo di sfumature, e offre un contrasto capace di restituire neri assoluti tipici della tecnologia OLED.
La fluidità delle animazioni e dello scorrimento è garantita da una frequenza di aggiornamento dinamica che varia da un minimo di 30 Hz fino a un massimo di 120 Hz, adattandosi al contenuto visualizzato per ottimizzare i consumi.
Offre anche una frequenza di campionamento del tocco di 480 Hz durante l’uso normale, ma questa sensibilità può subire un’accelerazione drammatica arrivando fino a 2.500 Hz quando si attiva la modalità dedicata al gaming. Ciò permette al nuovo display di registrare i tocchi e gli scorrimenti delle dita con una velocità più che raddoppiata rispetto alle prestazioni offerte dal Phone (3a).
Il pannello risulta essere il 23% più luminoso rispetto al suo predecessore. Nello specifico, la luminosità tipica si attesta su un valore di 800 nit, ma quando ci si trova in ambienti esterni e soleggiati lo schermo è in grado di spingersi fino a 1.600 nit per mantenere una perfetta leggibilità.
Durante la visualizzazione di contenuti HDR, il picco massimo di luminosità raggiunge il valore di 4.500 nit, permettendo alle luci intense di risaltare vividamente contro i neri profondi.
Per salvaguardare la vista degli utenti durante l’utilizzo prolungato in ambienti scarsamente illuminati, è stata integrata la tecnologia di oscuramento PWM a 2.160 Hz, riducendo drasticamente lo sfarfallio dello schermo e il conseguente affaticamento oculare.
Il sistema di autenticazione biometrica principale si affida a un lettore di impronte digitali di tipo ottico, che è stato integrato in maniera invisibile al di sotto della superficie del display.
Sotto la scocca, il comparto hardware è guidato dall’adozione del processore Qualcomm Snapdragon 7s Gen 4, una diretta evoluzione del SoC montato lo scorso anno. Questo chip è stato realizzato utilizzando il processo produttivo a 4 nm di seconda generazione delle fonderie TSMC.
L’architettura interna comprende una CPU Qualcomm Kryo dotata di 8 core di calcolo, in grado di raggiungere una frequenza di clock massima di 2,7 GHz, accompagnata da una NPU Qualcomm Hexagon per le operazioni legate al machine learning e una GPU Adreno 810.
L’integrazione di questo silicio, unita all’impiego di uno scheduler della CPU personalizzato e alle profonde ottimizzazioni del sistema operativo, permette di ottenere prestazioni grafiche e di calcolo superiori al passato, offrendo parallelamente un’efficienza energetica migliorata del 10% se confrontata con il processore montato sul precedente Phone (3a).
Le configurazioni di memoria disponibili prevedono l’utilizzo di RAM di tipo LPDDR4X e di memorie di archiviazione interne UFS 3.1, non proprio gli standard più recenti e veloci ma sufficienti a garantire che l’interazione con lo smartphone si svolga senza intoppi.
Un dettaglio tecnico rilevante per il brand, che rappresenta una prima assoluta per la serie “a” dell’azienda, è la capacità del dispositivo di far girare localmente il modello Stable Diffusion 1.5, permettendo la generazione di immagini in tempo reale direttamente sullo smartphone senza dover dipendere dal cloud.
I videogiocatori possono inoltre beneficiare della tecnologia Adaptive Performance Engine 4.0, che interviene dinamicamente per stabilizzare e massimizzare i fotogrammi, riuscendo a garantire fino a 120 FPS in titoli competitivi come Battlegrounds Mobile e mantenendo stabili i 90 FPS in giochi graficamente intensi come Call of Duty: Mobile.
Il comparto connettività e sensori è completo e relativamente aggiornato. Troviamo il supporto alle reti Wi-Fi 6, mentre il dispositivo ospita un carrellino per configurazioni Dual nano-SIM. La tecnologia eSIM, per ora, è riservata esclusivamente al mercato giapponese. C’è il Bluetooth 5.4 e non manca il modulo NFC con pieno supporto ai pagamenti tramite Google Pay.
Per assicurare una stabilità di segnale eccellente in ogni condizione di impugnatura, è stata integrata un’antenna a 360 gradi accompagnata dal sistema proprietario Hybrid Coexistence 2.0.
L’audio viene riprodotto tramite un sistema di altoparlanti stereo (uno principale e la capsula auricolare amplificata).
Gli ingegneri hanno dotato il Nothing phone (4a) di una batteria dalla capacità nominale di 5.080 mAh, appena un soffio superiore alla media a cui siamo storicamente abituati. Si tratta fisicamente della batteria più capiente mai inserita in un prodotto appartenente alla serie “a” dell’azienda, ma non aspettatevi cambiamenti epocali.
La sicurezza e la durata nel tempo sono garantite dalla Safe Cell Technology, una struttura resistente agli impatti fisici e che assicura il mantenimento di almeno il 90% della capacità massima originale anche dopo aver completato 1.200 cicli di ricarica.
Quando il livello di energia scende a livelli critici, il sistema di ricarica rapida via cavo da 50 W interviene per ripristinare la batteria in tempi brevissimi. Secondo i dati dichiarati e da noi verificati, il processo di ricarica completa, partendo da un telefono quasi completamente scarico (1%) fino a raggiungere la capacità totale (100%), richiede un tempo di poco più di 60 minuti.
Se invece si ha bisogno di un’iniezione di energia rapida prima di uscire di casa, sono sufficienti appena circa 20 minuti di collegamento alla presa di corrente per portare la batteria dal livello minimo fino alla rassicurante soglia del 50%. I test confermano inoltre che bastano soli 10 minuti di ricarica per recuperare un quarto dell’autonomia totale (25%), rendendo sostanzialmente l’ansia da batteria scarica un ricordo del passato.
Tra una ricarica e l’altra, lo smartphone dovrebbe potervi supportare agilmente per un’intera lunga giornata, a patto di non passare troppe ore a giocare con titoli impegnativi. Nel test PCMark Work 3.0 Battery ha raggiunto 17:14 ore, un valore molto buono ma lontano dai concorrenti che montano batterie al silicio-carbonio decisamente più capienti. Detto questo, sfrutta molto bene i milliamperora che ha a disposizione.
L’architettura fotografica di Nothing Phone (4a) è stata riprogettata. Il sensore principale è ora un Samsung GN9 da 50 MP, caratterizzato da una dimensione di 1/1,57 pollici e lenti dall’apertura focale f/1.88. Questa fotocamera è stabilizzata sia otticamente (OIS) che elettronicamente (EIS) e vanta un campo visivo di 84,5° con autofocus PDAF.
Questo aumento della luce catturata rispetto allo scorso anno permette al sistema di scattare fotografie più nitide, di migliorare nettamente le prestazioni durante gli scatti notturni e in condizioni di scarsa illuminazione, offrendo al contempo una gamma dinamica molto più ampia.
Ad accompagnare il modulo principale troviamo una fotocamera ultra-grandangolare spinta da un sensore Sony IMX355 da 8 MP megapixel e lenti con apertura f/2.2. Questo elemento fornisce un campo visivo di 120°. Si tratta della fotocamera meno prestante del trio e, sebbene di giorno riesca comunque a catturare immagini gratificanti, di notte perde immediatamente di nitidezza.
Il salto tecnologico più imponente risiede nell’implementazione del nuovo teleobiettivo periscopico con struttura a tetraprisma. Questa specifica architettura hardware occupa il 32% di spazio in meno all’interno del dispositivo e consuma meno energia rispetto al voluminoso teleobiettivo 3x a forma di L che era stato utilizzato sul Phone (3a) Pro.
Grazie a questo risparmio di spazio prezioso, gli ingegneri sono riusciti a integrare il medesimo sensore Samsung JN5 da 50 MP (con formato da 1/2,75 pollici e lente dall’apertura f/2.88) che troviamo a bordo del flagship Phone (3).
Questo modulo periscopico, anch’esso supportato da stabilizzazione ottica ed elettronica, offre un ingrandimento ottico pari a 3,5x, uno zoom con crop in-sensor fino a 7x e può spingersi fino a uno zoom digitale di 70x, sebbene oltre il 10-15x perda visibilmente di qualità.
La lunghezza focale equivalente dell’ingrandimento ottico corrisponde a 80 mm, un formato considerato tradizionalmente ottimo per esaltare i lineamenti e le proporzioni nei ritratti fotografici.
Sulla parte frontale, per gli autoscatti e le videochiamate, è alloggiata una fotocamera da 32 MP dotata di un sensore Samsung KD1 da 1/3,42 pollici, lenti f/2.2 e un campo visivo di 89 gradi.
L’elaborazione delle immagini è affidata al nuovo sistema TrueLens Engine 4, un motore computazionale che combina i più recenti algoritmi di intelligenza artificiale del brand, la mappatura dei toni e la segmentazione semantica per restituire scatti più fedeli alla realtà percepita dall’occhio umano.
Altra novità di rilievo è l’introduzione di Ultra XDR, la tecnologia sviluppata in stretta collaborazione con Google. Questa funzione fonde l’elaborazione HDR nativa del sistema Android con la taratura personalizzata del marchio.
Al momento dello scatto, il sistema acquisisce tredici fotogrammi in formato RAW a diverse esposizioni e li unisce in una frazione di secondo per generare una profondità tonale e una gamma dinamica superiore. In pratica il risultato è simile a quello dei video HDR, ma per le foto.
Queste foto Ultra XDR possono poi essere condivise direttamente e visualizzate correttamente su applicazioni supportate come Google Photos e Instagram.
La fotocamera permette anche di scattare Motion Photos in formato Ultra XDR, registrando fino a tre secondi (equivalenti a 90 fotogrammi) di movimento prima e dopo lo scatto, preservando colori accurati, registrazione del suono ambientale e informazioni sui punti di luce.
Il comparto video si avvale della potenza del triplo processore di segnale d’immagine (ISP) di Qualcomm, permettendo la registrazione di filmati a risoluzione 4K con un framerate di 30 FPS in HDR. È possibile anche girare video in slow-motion a 120 FPS in risoluzione FullHD.
L’esperienza fotografica si arricchisce infine con l’introduzione di sette nuovi preset di modifica, che consentono all’utente di regolare parametri fini come il contrasto, il calore e l’effetto vignettatura, oltre alla possibilità di creare stili fotografici totalmente personalizzati o di importare quelli elaborati dalla community tramite la piattaforma Playground.
L’esperienza utente è governata dall’interfaccia proprietaria Nothing OS 4.1, un software che trova le sue fondamenta nel sistema operativo Android 16.
I miglioramenti prestazionali sono stati sapientemente abbinati a un set di animazioni più naturali e realistiche che accompagnano l’apertura e la chiusura delle app, lo scorrimento all’interno delle gallerie fotografiche o il passaggio tra le varie funzioni del sistema.
Per mantenere questa coerenza visiva anche sotto sforzi computazionali intensi, il software impiega l’interpolazione dei fotogrammi, garantendo scorrimenti impeccabili in ogni condizione.
Il livello di personalizzazione è stato ampliato con nuove opzioni per il dimensionamento di ciò che vive sulla schermata iniziale, l’implementazione del recupero della password per lo Spazio Privato, la possibilità di nascondere le applicazioni all’interno dello Smart Drawer e la gestione di suonerie separate per gli utenti che utilizzano due schede SIM.
Anche la schermata di blocco è stata rivista, consentendo di applicare un effetto di profondità agli sfondi e di posizionarvi direttamente i nuovi widget per un accesso istantaneo alle informazioni.
Tra questi nuovi strumenti spicca il widget Breathing Break, che propone esercizi di respirazione strutturati sincronizzati con pattern aptici del motore di vibrazione, ideali per rilassarsi o ritrovare la concentrazione.
La Glyph Bar, inoltre, si integra con il software per tracciare i Live updates di Android, supportati anche dall’Always-On display e dalla tendina delle notifiche, permettendo di monitorare in tempo reale servizi come Uber, Google Calendar, Zomato, Just Eat e Google Maps.
Non poteva mancare l’IA, ed eccoci quindi qui a parlare della suite di strumenti di intelligenza artificiale denominati Essential AI tools, i quali mirano a rendere le vostre attività più efficienti.
Il punto di accesso fisico a queste funzioni è l’Essential Key, un tasto dedicato che è stato strategicamente spostato sul lato sinistro della scocca per distinguerlo chiaramente dai pulsanti del volume e di accensione posizionati sul lato destro.
La pressione di questo tasto permette di catturare istantaneamente uno screenshot, avviare una registrazione dello schermo o creare una nota vocale.
Tutti questi elementi vengono automaticamente archiviati in Essential Space. Questo spazio digitale funge da raccoglitore intelligente per contenuti, pagine web, fotografie, registrazioni di chiamate o discussioni di lavoro. Una volta salvati, l’intelligenza artificiale analizza autonomamente i file, estraendo le informazioni chiave e contestualizzandole per aiutare l’utente a dare un senso logico ai propri dati.
Con il passaggio a Nothing OS 4.1, Essential Space guadagna l’accesso al cloud, abilitando la sincronizzazione sicura di questi appunti intelligenti tra tutti i dispositivi del marchio in possesso dell’utente.
A gestire silenziosamente tutte queste elaborazioni troviamo Essential Memory, un motore che ordina e analizza costantemente tutto ciò che viene immagazzinato. Ritorna anche la comoda funzione Essential Search, che tramite un semplice scorrimento dal basso dello schermo permette di effettuare ricerche testuali tra contatti, messaggi, note, app o di ottenere risposte istantanee riguardanti il meteo e i risultati sportivi senza dover saltare da un’applicazione all’altra.
Un’aggiunta molto particolare è rappresentata dalle Essential Apps, ovvero piccoli strumenti personali che l’utente può creare su misura utilizzando un linguaggio naturale e quotidiano, per risolvere necessità specifiche che le app predefinite non riescono a coprire.
Queste applicazioni personalizzate risiedono in Playground, una vetrina dove è possibile sfogliare, scaricare o condividere le creazioni della community, incluse preimpostazioni per la fotocamera, profili di equalizzazione e i cosiddetti Glyph Toys.
A breve, tramite un aggiornamento software OTA previsto subito dopo il lancio, verrà introdotta la funzione Essential Voice. Questo strumento basato sull’IA trasformerà la voce in testo strutturato e pulito, rimuovendo le parole riempitive, correggendo gli errori grammaticali e adattando il tono della comunicazione in base al contesto (messaggi, e-mail o documenti formali), mantenendo intatto lo stile personale di chi parla.
Essential Voice permetterà anche la traduzione istantanea tra dodici lingue differenti (tra cui l’Italiano), facilitando enormemente le comunicazioni internazionali.
Dal punto di vista del supporto e della longevità, l’azienda promette solo 3 anni di aggiornamenti principali del sistema operativo Android e 6 anni continui di patch di sicurezza.
Nothing Phone (4a) si posiziona in maniera abbastanza competitiva sul mercato, offrendo un pacchetto hardware e software che giustifica pienamente il costo richiesto, nonostante i leggeri aumenti.
La versione più piccola disponibile su Amazon è quella da 8/256 GB e costa ben 409€, anche se è disponibile la variante 8/128 GB a 369€ sullo store ufficiale. La variante da 12/256 GB è invece disponibile su entrambi i canali al prezzo di 449€.
I materiali migliorati, lo schermo ad altissima risoluzione e le innovazioni apportate dal teleobiettivo periscopico, uniti alla vera utilità pratica di Essential Space, rendono questo dispositivo una scelta valida ed equilibrata.
I pre-ordini per Nothing Phone (4a) partono da oggi su nothing.tech e altri partner selezionati, mentre la vendita diretta inizierà il 13 marzo.
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