OpenAI, with products that have redefined the boundaries of generative artificial intelligence such as ChatGPT, Sora and Codex, has dominated the front pages of industry websites in recent years.
However, OpenAI’s ambitions seem not to be limited to code and algorithms alone; the company is ready to make its entry into the tangible and competitive hardware market.
According to the latest leaks from the Asian manufacturing supply chain, the company’s first physical project aims to directly challenge one of Apple’s most successful products. The goal is not simply to create a pair of earbuds, but to redefine the concept of the wearable personal assistant.
Le informazioni trapelate suggeriscono che il dispositivo, identificato internamente con il nome in codice “Sweetpea“, sia molto piu00f9 di un semplice accessorio audio. Al centro di questo sviluppo vi u00e8 la collaborazione con il team di Jony Ive“, lo storico designer che ha plasmato l’estetica di Apple per decenni.
Il design descritto dai leaker u00e8 radicalmente diverso da quanto visto finora sul mercato: si parla di una custodia principale realizzata in metallo, con una forma levigata che ricorda una pietra ovoidale.
L’innovazione piu00f9 intrigante riguarda peru00f2 gli auricolari stessi. Non si tratterebbe dei classici inserti in-ear, bensu00ec di due dispositivi a forma di capsula progettati per posizionarsi dietro l’orecchio. Questa scelta ergonomica suggerisce un approccio completamente nuovo all’audio e all’interazione vocale, distaccandosi dall’estetica che ha dominato il settore negli ultimi anni.
La prioritu00e0 data a questo progetto dal team di Ive ha spinto “Sweetpea” in cima alla lista delle prioritu00e0 di produzione, superando altri concept in fase di valutazione.
Se il design promette di essere unico, le specifiche tecniche ipotizzate sono ancora piu00f9 sorprendenti. Le fonti indicano che OpenAI intende equipaggiare questi auricolari con un processore a 2 nanometri, una tecnologia all’avanguardia paragonabile a quella che verru00e0 utilizzata nei piu00f9 moderni smartphone top di gamma di quest’anno.
Tra i candidati per la fornitura di questi chip figura Samsung con la linea Exynos, suggerendo una partnership strategica di alto livello.
L’inclusione di un chip cosu00ec potente, sviluppato su misura, ha uno scopo preciso: permettere al dispositivo di gestire comandi complessi e sostituire molte delle azioni che oggi compiamo toccando lo schermo dell’iPhone.
Si parla infatti della capacitu00e0 di interfacciarsi e comandare Siri (o un assistente proprietario che ne prenda il posto funzionale) in modo molto piu01f9 profondo rispetto agli attuali standard.
Tuttavia, questa sofisticazione tecnologica ha un prezzo. Il costo dei materiali (Bill of Materials o BOM) u00e8 descritto come molto elevato, avvicinandosi pericolosamente ai costi di produzione di uno smartphone intero. Questo lascia presagire che il prezzo finale al pubblico non saru00e0 contenuto, posizionando il prodotto in una fascia decisamente premium.
Dietro le quinte, la manovra industriale u00e8 altrettanto complessa. OpenAI seems to have entrusted production to Foxconn, the manufacturing giant known for assembling the iPhones.
Per Foxconn, questa rappresenta un’opportunitu00e0 d’oro per riconquistare terreno nel settore audio dopo aver perso le commesse degli AirPods a favore della rivale Luxshare.
La strategia geografica di OpenAI u00e8 chiara: evitare la produzione in Cina. L’obiettivo attuale u00e8 stabilire le linee di assemblaggio in Vietnam o, potenzialmente, negli Stati Uniti, riflettendo le crescenti tensioni geopolitiche che influenzano la catena di approvvigionamento tecnologica.
Il lancio di “Sweetpea” è previsto indicativamente per il mese di settembre 2026, una finestra temporale che lo metterebbe in diretta competizione con i consueti annunci autunnali di Apple. Le proiezioni di vendita sono ambiziose, con una stima di 40-50 milioni di unità nel primo anno.
Questo dispositivo audio rappresenta però solo l’inizio: secondo i report, Foxconn ha ricevuto l’ordine di prepararsi alla produzione di un totale di cinque dispositivi entro il quarto trimestre del 2028.
Tra i progetti ancora in fase di valutazione figurano una penna intelligente e un dispositivo dedicato all’ambiente domestico, segnando l’inizio di un vero e proprio ecosistema hardware firmato OpenAI.
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